06 febbraio 2009

Manca l'acqua

Il presente articolo é stato pubblicato sul giornale italiano Il Manifesto il giorno 6 febbraio 2009
___________
In una città che conta ufficialmente con 8 milioni di abitanti, ma che in realtà ne ha quasi venti se consideriamo tutta la zona metropolitana che sconfina nel vicino Stato del Messico, l'acqua può essere un problema. Da diversi anni, la minaccia è lì, presente all'orizzonte, a segnare un destino possibile e probabile, ma sempre rimandato. Almeno sino a qualche settimana fa. Dal 30 gennaio, infatti, il governo locale ha annunciato il nuovo piano di Gestione Integrale dell'Acqua, con il quale si applicheranno restrizioni periodiche nella fornitura in 13 (per ora) delle 16 delegazioni amministrative della capitale messicana. La mancanza d'acqua, dicono le autorità locali, si deve soprattutto allo scarso rifornimento che starebbe soffrendo il sistema del fiume Cutzamala che conta con sette dighe e che apporta il 24% dell'acqua in città, ovvero sedicimila dei sessantaquattromila metri cubici al secondo consumati in città. Un problema antico, in realtà, che pone in crisi oggi non solo i poveri di sempre, quelli che vivono nei quartieri orientali, ma che comincia a colpire anche il resto della città.
Il problema, spiegano le autorità, dovrebbe prolungarsi sino a maggio - periodo in cui dovrebbe ricominciare la stagione delle piogge - e, secondo calcoli ufficiali, dovrebbe lasciare temporaneamente senz'acqua almeno 5 milioni di cittadini. Per far fronte al problema il governo locale ha organizzato un complesso sistema di trasporto d'acqua con l'utilizzo di oltre 400 autocisterne che sostituiranno il sistema di distribuzione ormai privo di pressione e d'acqua. Ma l'altro grave problema, segnalato dai più anche se da pochi affrontato, è la realtà di una rete idrica ormai vecchia e che, secondo i calcoli ottimisti del Sistema dell'Acqua di Città del Messico, ente del governo locale, causerebbe la perdita del 35% del liquido in fughe sotterranee.
E ciononostante, la crisi dell'acqua giunge in un periodo delicato. In luglio ci saranno elezioni federali per rinnovare parte del Congresso federale e già c'è chi accusa la Commissione Nazionale dell'Acqua (Conagua), ente federale, di far il lavoro sporco del governo di destra: attaccare la politica sociale del governo di centrosinistra della capitale messicana. Non solo dichiarando la crisi dell'acqua, che è reale, ma anche aumentando proprio in queste settimane i prezzi della fornitura del liquido vitale. «La Commissione non può fare la parte di un ente politico», accusa il governatore di Città del Messico. Ma le autorità federali negano qualsiasi coinvolgimento. E al governo guidato dall'opposizione non è restato altro che annunciare l'incremento dei sussidi al pagamento dell'acqua.
«Ha piovuto poco l'anno scorso», dicono i ben informati della Conagua. Eppure i cittadini dicono il contrario. La pioggia è caduta nel 2008 e anche abbondante. E, aggiungono gli ecologisti, «affidare tutto alla future piogge è un'illusione pericolosa». Quel che è vero, spiegano, è che è giunto il momento di cambiare le abitudini dei cittadini in quanto al consumo: non più sprechi, razionalizzare l'uso dell'acqua senza limitarne l'uso da parte dei cittadini: «La città non può continuare così. È giunto il momento di fare un bilancio onesto e cambiare le nostre abitudini». Un esempio su tutti, spiegano: «Un cittadino della capitale che fa un uso 'negligente' dell'acqua può utilizzare oltre 500 litri al giorno. Noi calcoliamo che utilizzando l'acqua in modo più efficiente si può ridurre l'uso personale sino a 137 litri al giorno».

0 comentarios: