Il «sindacato» della protezione ai padroni
Il presente articolo é stato pubblicato sul giornale italiano Il Manifesto il giorno 3 gennaio 2009
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Li chiamano «sindacati di protezione», la definizione più formale è Contratti Collettivi di Protezione per il Datore di lavoro. Non sono altro che accordi stipulati tra il datore di lavoro e un segretario generale di un sindacato perché non vi siano proteste sindacali. Tali accordi si traducono in veri e propri contratti collettivi con clausole e tutto il resto. A differenza dei sindacati «gialli», non è il padrone che organizza il suo sindacato e nomina il segretario e il comitato, ecc., ma è un sindacato, un segretario generale, che va dal padrone e glielo offre. In cambio di cosa? Di soldi, ma anche di prestigio in ambito imprenditoriale e di potere di controllo. Son veri e propri gangster - perché da queste parti quello è il punto di riferimento - che vanno e offrono protezione agli imprenditori: protezione da qualsiasi pretesa sindacale reale, innanzitutto.
Eccoci davanti alla realtà di 70 anni di storia corporativa messicana. L'attuale legislazione del lavoro in Messico è la copia adattata del terribile codice del lavoro fascista varato negli anni '20 in Italia. Tra le altre cose, infatti, anche la Legge Federale del Lavoro messicana prevede che per costituire un sindacato bisogna avere l'autorizzazione, ovvero il riconoscimento formale, da parte del governo federale, ovvero del ministero del lavoro. Così, se sei sindacalista, vuol dire che qualcuno nel governo ti ama, o almeno ti tollera. E' così che esistono oggi in Messico centinaia di sindacati che non hanno alcuna vita reale, ma esistono perché un avvocato, un politico, una persona qualsiasi in teoria, ottiene il riconoscimento del governo e offre i suoi servizi a qualche impresa, garantendo l'esistenza di un sindacato, di un contratto collettivo - obbligatori per legge - e della pace sindacale. Certo, le confederazioni sindacali esistono pure qui, ma sono per lo più dedite a questo tipo di attività, pur di mantenere privilegi e poltrone.
E i lavoratori? Loro i sindacati di protezione li subiscono. E non potrebbe essere altrimenti: solo 18 milioni di lavoratori in Messico sono sindacalizzati, su una popolazione attiva di oltre 60 milioni, e ben il 95% sono vittime di questa formula sindacale anomala. Il sindacalismo di protezione sopravvive spesso grazie al grande disinteresse per la lotta sindacale causato dall'enorme corruzione esistente nel settore, per cui un segretario lo può essere per 40 anni; in altri casi grazie alla feroce repressione contro coloro che provano a organizzarsi in modo indipendente e democratico.
E' un fenomeno tutto messicano seppure in rapida espansione in tutto il continente latinoamericano.
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